Non tutti i vegani sono dei coglioni

Inizio col mettere le mani avanti: IO NON SONO VEGANA. Lo sono stata per un periodo, ho provato più volte a fare il grande passo ma non ci sono riuscita. Il mio corpo non può sostenere quel tipo di alimentazione. Questo non vuol dire che quel tipo di alimentazione sia sbagliata, vuol dire che io, dalla nascita, ho delle carenze e delle intolleranze che non mi permettono di esserlo. Anzi, potrei, ma dovrei stare troppo attenta, seguire troppe regole, fare troppe analisi, e non mi va. Quando fai una scelta che condiziona così tanto la tua vita devi farla con la testa sulle spalle, devi avere la consapevolezza del fatto che non sarà facile.

Parlo perché non sono vegana ma vegetariana, da anni, quindi ho comunque fatto una scelta di vita diversa, che però per me è normale. (Ed è tutto scritto qui quindi non devo aggiungere altro). Mi rende però piuttosto intollerante sentire persone che non hanno mai neanche provato a seguire la mia scelta parlare di un qualcosa che quindi non conoscono. Sentire e leggere persone sparare a zero su tutti i genitori vegani con argomentazioni che mi ricordano quelle del ragionier Fantozzi.l mi fa pensare a quanto ci sia ancora da dire. Se non avete mai provato a essere vegetariani o vegani non sapete come starebbe il vostro corpo se lo foste. Io non ho un figlio, ma lo avrò un giorno e vorrei farvi mettere solo per qualche minuto nei miei panni: io ho fatto una scelta anni fa, una scelta che porto avanti con non poche rinunce, a volte difficoltà, a volte anche con quello che mi piace chiamare coraggio. Ho fatto una scelta perché credo che sia la scelta migliore per la mia vita, ma non obbligo nessuno a pensarla come me. Se io non mangio né carne e né pesce è piuttosto ovvio che, qualora dovessi rimanere incinta, non ne ingerirei durante la gravidanza e non ne darei a mio figlio. Se fossi vegana svezzerei e crescerei mio figlio da vegano. Sono vegetariana quindi lo svezzerò e lo crescerò da vegetariano. Vorrei un figlio a mia immagine e somiglianza, come lo vogliamo tutti. Non mi sento egoista nella mia scelta perché per me questo è il modo giusto di vivere, e sono io a scegliere cosa è meglio e cosa no per mio figlio, almeno fino a quando lui non sarà in grado di scegliere da solo.  Un genitore onnivoro cresce il suo figlio da onnivoro perché crede che quella sia la scelta migliore, perché è la stessa scelta che ha fatto lui. Un genitore vegetariano o vegano fa semplicemente lo stesso. Non battezzerò mio figlio perché non credo in nessun Dio al di fuori del carciofo fritto, non gli farò mangiare la carne perché credo che si possa vivere senza. Quando sarà in grado di scegliere potrà scegliere di battezzassi, prendere tutti i sacramenti, anche diventare prete se vorrà, e potrà scegliere di voler assaggiare e mangiare la carne per il resto della sua vita.

Ho pensato tante volte a questo aspetto: cosa farò quando succederà? E se il padre dovesse essere onnivoro? Come farà alle feste, quando gli amichetti si ingozzeranno di pane e salame? Ci penserò quando sarà il momento, la mia scelta comunque non cambia. Ci sono genitori che non fanno mangiare ai bambini i dolci e non fanno bere loro bibite gassate, io non farò mangiare loro gli animali.

Io non sono nata vegeteriana. Non mangiavo il pesce perché lo sputavo in faccia a mia madre, mangiavo la carne, poca, quella che riuscivano a farmi ingerire senza farmi capire che fosse un animale morto. Da adolescente ho fatto la mia scelta, da sola, in una famiglia in cui nessuno è vegetariano, con amiche onnivore, con fidanzati onnivori. 

E non è vero che un bambino non può crescere vegano. Io non lo farò crescere in quel modo, ma questo non vuol dire che gli altri non possano riuscirci. Non posso basarmi sulle teorie che mi linkate che sono fatte di idee tirate fuori da un gruppo di persone all’interno del quale non ce n’è una sola che sia vegetariana o vegana, sarebbe un po’ come andare a un convegno del family day e pretendere che uno si alzi in piedi e dica “madonna io co ‘ste coppie arcobaleno sto in fissa regà!”. Esistono medici vegetariani e vegani che possono e devono dire la loro.

Sono giorni che leggo soprattutto la parola IMPOSIZIONE. Non si impone al proprio figlio la propria scelta, no no, non si fa. Sono giorni che resto con la faccia di una che si è chiusa il mignolino del piede nella porta. Non si impongono ai propri figli le proprie scelte? Un neonato è in grado di fare le proprie scelte in autonomia? Può dirti cosa vuole mangiare, come vuole essere vestito, se vuole essere battezzato? No, non può, sei tu che scegli per lui. Magari lo vesti tutti i giorni di blu e a lui il blu fa cacare e da grande non lo indosserà mai, non possiamo saperlo. Magari cresci tuo figlio con delle idee politiche di sinistra e lui poi scopre Salvini su internet e inizia a votare Lega Nord. Imponi le tue scelte di vita e quello che ti piace a una persona che non può mostrare il suo disappunto. Qualunque sia la tua dieta, qualunque sia la tua religione, qualunque sia la tua idea di moda, qualunque sia la tua idea politica.

Decidere di mettere al mondo un figlio è una scelta che forse molte persone fanno a cuor leggero. Io a molte persone non darei in mano nemmeno un euro, figuriamoci una vita umana.

Che cosa succede quando un bambino finisce in ospedale per malnutrizione e i genitori sono vegani? Si spara a zero sui vegani. Quei due genitori sono dei genitori di merda a prescindere da ciò che mangiano. Certo che sono incazzata con quei genitori perché non si mette a repentaglio la vita del proprio figlio per un’ideologia. Se decidi di portare avanti una scelta devi prenderti la responsabilità di studiare, di informarti, di farti seguire da qualcuno che ha molta più esperienza di te. Non difenderei mai una persona che manda in ospedale il proprio figlio per una propria negligenza. Mai. Dico solo, però, che questa caccia alle streghe è arrivata a un punto in cui mi imbarazza leggere le vostre idee. Il fatto che due vegani abbiano mandato il loro figlio in ospedale non vuol dire che tutti i vegani siano dei poveri scellerati o che l’alimentazione vegana non sia adatta ai bambini, vuol dire che loro sono stati scemi e incoscienti, che vanno condannati per ciò che hanno fatto, che è giusto che intervengano i servizi sociali, così come sarebbero scemi e incoscienti dei genitori onnivori qualora rimpizzassero il loro bambino di cibo spazzatura, se lasciasseo i figli in macchina per andare al supermercato, se non li vaccinassero e se li buttassero tutti i giorni dieci ore davanti alla tv. Lo sono a prescindere dalla scelta che hanno fatto tra tofu e pollo arrosto. Non tutti i genitori vegani sono dei criminali. Io sono quanto di più lontano dalle idee politiche di Silvio Berlusconi, ma ci sarà uno che lo ha votato col quale mi ritrovo a parlare senza volergli lanciare contro una sedia, così come sono vegetariana e sono circondata da onnivori.

Non tutti i vegani sono dei coglioni. Per favore, smettetela. Oppure Paola Maugeri, ti prego: aiutaci tu.

Quanto è ancora difficile essere donna

giphy-facebook_sDopo questo pezzo di Giulia non ci sarebbe molto da aggiungere. E io la mia opinione su fatti simili l’ho già espressa qui e qui, ma facciamo che, con la mia solita sintesi (sarcasm alert) allargo un pochino l’argomento. Continue reading “Quanto è ancora difficile essere donna”

Disintossicazione

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Ogni volta che dalla mia bocca esce la parola “disintossicazione”, vedo gli occhi delle persone che ho di fronte cercare i buchi sulle mie braccia. No, non solo non ho nessun buco sulle braccia e no dai, non ci credo che pensiate davvero che esista solo quel tipo di disintossicazione, possiamo diventare tossici per un sacco di cose, più di quante voi crediate. Continue reading “Disintossicazione”

“Ma perché non scrivi più?”

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No, in effetti non scrivo più. Me lo fanno notare spesso, mi dicono che anche sui social ci sto di meno, che sono spenta come un mozzicone di sigaretta spiaccicata sull’asfalto mentre piove. Continue reading ““Ma perché non scrivi più?””

Chi è senza peccato blablabla

Volevo che questo fosse uno di quei tweet troppo lunghi che scrivi nelle note del telefono, poi fai lo screenshot e lo pubblichi, ma è oltre il concetto di troppo lungo, quindi dato che questo è il mio luogo lo scrivo qui. Poi sparirà perché non c’entra un cazzo con quello che faccio qua sopra, ma è necessario. Continue reading “Chi è senza peccato blablabla”

La verità è che mi piaccio abbastanza

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Ieri sera ho guardato di nuovo “la verità è che non gli piaci abbastanza”, quel film che abbiamo visto tutte almeno una volta quando qualche penemunito ha pensato bene di trattarci come la donna delle pulizie tratta un mocho vileda. Continue reading “La verità è che mi piaccio abbastanza”